Nel cuore dei Castelli Romani, a soli 25 chilometri, dal centro della Capitale, verso sud est, si trova la Tenuta di Colonna che rappresenta il nucleo originario della attività vinicola della famiglia Pallavicini. Oggi conta circa 90 ettari complessivi dei quali 65 a vigneto, di cui 50 ad uve bianche e 15 a uve rosse, nonché 2400 ulivi secolari delle varietà Leccino, Frantoio Moraiolo, Carboncella, Rosciola ed Itrana tutti caratterizzati da una posizione prevalentemente collinare ad altezze tra i 100 e i 300 metri con orientamento sud – ovest su terreni calcarei, argillosi, ben drenati. La Tenuta si compone di tre corpi: Colonna, Pasolina e Marmorelle.

Storia di Colonna

Secondo un'antica leggenda, un gruppo di Cretesi, lasciata precipitosamente l'isola dopo l'invasione dei Miceni, fece naufragio lungo le coste siciliane. Dopo un lungo periodo di schiavitù si trasferì sulla penisola e dopo varie peregrinazioni giunse nel Lazio vicino ai Colli Albani, dove, 1200 anni prima di Cristo, costruì il suo primo villaggio. Pare esso sorgesse dove oggi si situa il paese di Colonna. Un'antica epigrafe, testimonia come il paese di Colonna fosse la sede dei Labici Quintanense.

Alle Marmorelle, oggi tenuta Pallavicini, sono stati rinvenuti numerosissimi reperti; tra di essi, una bellissima iscrizione greca che ne descrive il luogo come sacro alle Muse.

Come ci tramanda Frontino, queste terre, già all'epoca, erano rinomate per i loro vini; amene, rigogliose e ricchissime d'acqua erano luogo di villeggiatura per moltissimi romani. Non ultimo, un nome illustre: l'imperatore Giulio Cesare che nell'area lastricata indicata come "Riserva dei Marcelli dell'Ara seciata" aveva eretto il suo Labicanum Caesaris.