Delle famiglie Pallavicini italiane la più celebre fu quella che fiorì fra le città di Parma, Piacenza e Cremona; fu a lungo sovrana di un vasto Stato, che ebbe come capitale la città di Busseto.

Un ramo della famiglia Pallavicini si insediò a Genova fin dal sec. XII e dai suoi discendenti si distaccò il ramo che si stabilì poi a Roma. Nicolò Pallavicini, nacque a Genova e conobbe Rubens, che dipinse per lui "Cristo e i dodici Apostoli" che arredano tutt'oggi la pinacoteca Pallavicini, e Van Dyck che dipinse un "Ritratto di gentiluomo" che rappresenta un Pallavicini, forse lo stesso Nicolò.

È dai discendenti di Nicolò Pallavicini che risale il ramo trapiantato a Roma; il figlio Lazzaro, infatti, si trasferisce a Roma con il fratello Stefano e la nipote Maria Camilla; il Papa Clemente IX, nel suo ultimo concistoro, il 29 novembre 1669, lo innalza alla dignità cardinalizia.

Il cardinale Lazzaro Pallavicini ora deve risolvere un duplice problema: quello di una decorosa residenza per sé, per il fratello e la nipote, e quello di un'idonea sede dove raccogliere i quadri ereditati dal padre Nicolò. Maria Camilla, intanto sposa Giovan Battista Rospigliosi, nipote di Clemente IX.

Nel 1708 i Pallavicini si insediano nel Palazzo del Giardino a Monte Cavallo, l’attuale Palazzo Pallavicini.

Con le nozze di Giovan Battista Rospigliosi, primo duca di Zagarolo, con Maria Camilla Pallavicini, i due cospicui feudi (il Ducato di Zagarolo, da parte dei Rospigliosi, e il Principato di Gallicano con il Marchesato di Colonna, da parte dei Pallavicini), si riuniscono nelle persone dei due coniugi.

Dal matrimonio nascono due figli maschi: il primogenito eredita il cognome, i titoli e le proprietà della Casata paterna,mentre il secondogenito assume il cognome dei Pallavicini e viene investito dei relativi titoli e beni secondo il fidecommesso instaurato dal Cardinal Lazzaro.

Nel secolo XIX, con Francesco Pallavicini, si realizzano le condizioni necessarie per la separazione delle due casate. Nel 1854 Francesco sposa Maria Carolina Boncompagni Ludovisi, e Pio IX riconosce a lui e ai suoi discendenti il diritto di assumere il cognome, i titoli e i beni derivanti alla sua famiglia dal fidecommesso del cardinale Lazzaro.

Francesco Pallavicini, dopo l’unificazione del Regno d’Italia nel 1870, viene nominato da Vittorio Emanuele II Senatore del Regno e nel 1871 sarà Sindaco di Roma.

Francesco ha sei figli, fra cui Margherita, che sposa il marchese Misciatelli; dalle sue nozze nasce Maria Carolina Misciatelli che andrà sposa ad un nobile francese il conte Armand de Pierre de Bernis de Courtarvel il cui figlio, Guglielmo, sarà rogato Pallavicini ed erediterà tutti i titoli della famiglia.

Don Guglielmo Pallavicini sposa donna Elvina dei Medici del Vascello di Genova, discendente dal celebre eroe della Repubblica Romana del 1849.

Vittorio Emanuele III, con decreto del 1937, autorizza Guglielmo a portare legittimamente il cognome della nobile Casata e a rivendicare giuridicamente il diritto ai titoli ad esso collegati.

Dal loro matrimonio nasce una sola figlia, Maria Camilla, che nel 1968 sposa il Duca Armando Diaz della Vittoria. Dal loro matrimonio, nasceranno due figli, Sigieri e Moroello Diaz della Vittoria Pallavicini.